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InsiemeSenza droga, alcolismo e comportamenti compulsivi

 
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Cloroformio, etere, popper

 

L'inalazione di sostanze finalizzata ad alterare lo stato di coscienza costituisce una pratica dalle radici piuttosto antiche. Indizi molto consistenti suggeriscono che già i Greci e gli Etruschi, in particolari contesti mistici e rituali, fossero adusi a tale genere di attività. Alcune scoperte archeologiche suggeriscono, ad esempio, che le profezie delle sacerdotesse dell'Oracolo di Delfi fossero propiziate dall'ossido di carbonio le cui esalazioni, attraverso alcune crepe delle rocce, permeavano il tempio di Apollo. La consuetudine di inalare incensi, unguenti e profumi sembra fosse diffusa anche presso Ebrei e Giudei all'interno di cerimonie sacre. Più recentemente, a partire dagli ultimi secoli, alcune sostanze come l'etere e il cloroformio sono state adoperate in modo "ricreativo" in Europa. Nel 1776 Sir Humphrey Davi, scienziato d'oltremanica, scoprì il "Gas esilarante" (protossido d'azoto, tutt'ora adoperato in anestesia) e anche quest'ultimo si guadagnò consumatori al di fuori di ogni uso clinico.

 

Gli inalanti sono, in generale, sostanze destinate a vari usi industriali (ma anche domestici) che possono essere reperite in diverse forme: oltre agli "anestetici", citati sopra, esistono altri preparati "volatili" (che cioè evaporano molto rapidamente), fra cui solventi, combustibili, colle, gas di scarico, componenti di vernici e aerosol, che possono determinare modificazioni neurofisiologiche e procurare effetti di alterazione della coscienza. Tra queste sostanze ricordiamo il benzene, l'esano, il propano, il butano (la miscela di questi ultimi due costituisce il comune gas per accendini), il toluene, i nitrati di amile, butile e isobutile, il tricloroetano, il tetracloroetilene (o percloroetilene, utilizzato nelle lavanderie per il lavaggio "a secco"), il tricloroetilene (o trielina), i fluorocarburi, il dicloropropano, il bromo-cloro-difluoro-metano.

 

Al giorno d'oggi l'assunzione di sostanze inalanti è perlopiù praticata da individui appartenenti a fasce di età molto giovani (anche bambini e preadolescenti), soprattutto in alcune zone del pianeta poco sviluppate dal punto di vista socio-economico. Questo fenomeno va anche posto in relazione alla facile disponibilità e alla non dispendiosità di questo genere di sostanze.

 

I solventi in genere vengono inalati direttamente dai loro contenitori o da stracci imbevuti. Oppure se ne convogliano i vapori in appositi sacchetti dai quali vengono successivamente aspirati.

 

Caratteristica degli inalanti è l'estrema rapidità d'azione nell'organismo. Queste sostanze, proprio in relazione alle particolari modalità di assunzione (attraverso i polmoni), raggiungono quasi istantaneamente il flusso sanguigno. Ne deriva un effetto intenso (gergalmente definito "botta"), come un'improvvisa sensazione di ubriachezza e stordimento. Tale effetto dura in genere pochissimi minuti, spesso accompagnato da sensazione di euforia e propensione al riso incontrollabile (tipico è l'effetto del protossido d'azoto, da cui deriva il nome comune di "gas esilarante"). In alcuni casi - e in relazione alle dosi assunte - si registrano allucinazioni. La ridottissima durata dell'effetto spesso si traduce in ripetute assunzioni a brevissima distanza di tempo l'una dall'altra, che consentono di mantenere l'ebbrezza per diverse ore.

 

Diversi segni esteriori e possono essere correlati all'inalazione di questo genere di sostanze, ad esempio l'odore dell'alito, l'evidente mancanza di coordinazione motoria, il rallentamento delle funzioni psichiche, la pronuncia indistinta, il rigonfiamento degli occhi. Caratteristica inoltre la presenza di eczemi attorno al naso e alla bocca e la presenza di residui di sostanze sulle mani, sul viso e sugli indumenti.

 

Notevoli sono inoltre gli effetti psicologici e somatici del consumo di inalanti; questi agiscono sul sistema nervoso centrale producendo repentinamente vasodilatazione, incremento del ritmo cardiaco (con possibili aritmie e altre disfunzioni) e della pressione del sangue. L'uso di tali sostanze si traduce inoltre in aumento della salivazione, ipersensibilità alla luce, sdoppiamento della visione (diplopia), rigidità muscolare e motoria, impulsività, alterazioni delle facoltà critiche e della capacità di giudizio. Tali sintomi sono dipendenti dal dosaggio e nel caso in cui questo sia elevato possono evidenziarsi stati confusionali e di agitazione, disartria, atassia, tremori, crampi addominali, nausea e vomito fino alle disidratazione.

 

Questi effetti sono simili sia nel caso di inalazione per bocca che nasale.

 

La consuetudine al consumo di queste sostanze può comportare danni a carico dei reni (frequenti calcolosi), del fegato, anemie, neuropatie tossiche, congiuntiviti, ulcerazioni del naso e della bocca, riniti, perdita di peso, dolori articolari e toracici, deficit delle capacità di concentrazione e di attenzione, senso di affaticamento, depressione, irritabilità, letargia. Possono inoltre riscontrarsi sindromi cerebrali dovute ad anossia, riduzioni significative dei globuli rossi (anemia) e di quelli bianchi, alterazioni dei livelli di emoglobina. Alcune fonti riferiscono danni permanenti alle capacità mnemoniche a breve termine derivanti dall'uso di inalanti.

 

In ogni caso il rischio più grave relativo all'uso di queste sostanze è la morte improvvisa, che può sopravvenire per inibizione della respirazione e soffocamento. Ricordiamo che in ogni caso abbiamo a che fare con sostanze catalogate come tossiche e, per molte di queste, come cancerogene, oltre che ad effetto psicotropo.

 

Molti incidenti mortali contestuali all'uso di inalanti sono inoltre correlati a distorsioni percettive e al senso di onnipotenza da cui possono scaturire comportamenti sconsiderati.

 

L'uso assiduo di queste sostanze volatili può determinare tolleranza e la sospensione della consuetudine conduce ad una sindrome d'astinenza simile a quella sperimentata dagli alcolisti.

 

Fra gli inalanti, una certa notorietà è stata conseguita dal "Popper" (nitrato di amile), non di rado venduto nei sexy shop per le sue presunte proprietà afrodisiache, ma il cui consumo protratto sembra viceversa produrre difficoltà di erezione fino all'impotenza. Il Popper è in genere disponibile in soluzione con sostanze corrosive che possono determinare seri danni agli occhi, alla pelle e alle mucose.

 

Il Popper, come gli altri inalanti, può determinare gravissime conseguenze in persone con disturbi cardiaci, anemia, glaucoma.

 

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