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GHB - Gamma-idrossibutirrato

 

In natura il GHB (Gamma-idrossibutirrato) è presente nelle cellule dell'organismo umano ed in quelle dei primati (grandi scimmie), soprattutto nel cuore, nei reni, nell'ipotalamo, nei muscoli, nei gangli basali e nei tessuti adiposi. Secondo alcune ipotesi il GHB, che è un metabolita del neurotrasmettirore GABA, avrebbe esso stesso funzioni di conduzione degli impulsi nervosi, ma ciò non è ancora definitivamente accertato.

 

La sintesi in laboratorio del GHB risale al 1961, nel corso degli studi di Henri Laborit proprio sul GABA. Nel 1999, in Italia, il GHB è stato inserito nelle tabelle delle sostanze soggette a restrizione in quanto stupefacenti.

 

Nella pratica medica il GHB è usato come anestetico, nel trattamento di gravi forme di insonnia e anche come farmaco sostitutivo nel trattamento medico dell'alcoldipendenza. Viene usato anche come coadiuvante del parto per via dei suoi effetti antispasmodici e rilassanti. Alcune applicazioni mediche del GHB sono inoltre relative alle sue proprietà stimolanti della produzione di GH (Growth Hormone = ormone della crescita). In relazione a tale ultima caratteristica durante gli anni '80 il GHB si diffuse come agente dopante presso atleti e cultori di body building, in quanto capace di favorire lo sviluppo di tessuto muscolare a discapito di quello adiposo.

 

Il GHB può presentarsi sia in forma cristallina (polvere bianca) che diluito in acqua. Quest'ultimo genere di peparazione gli è valso l'appellativo di "ecstasy liquida".

 

Gli effetti del GHB sono molto variabili in relazione alla consistenza delle dosi assunte e inoltre mostrano grande imprevedibilità per ciò che concerne le rifferenti risposte individuali. In seguito all'ingestione, gli effetti iniziano a manifestarsi dopo circa 15 minuti e hanno una durata di 2 o 3 ore che può essere prolungata con dosi supplementari. Per dosaggi compresi fra 0,75 e 1,50 grammi, gli effetti sono simili a quelli dell'ebbrezza alcolica: i consumatori sperimentano disinibizione, loquacità, euforia, scomparsa dell'ansia, una condizione emotiva positiva e una placida sonnolenza. Al crescere delle dosi (talvolta anche in relazione a piccoli incrementi), gli effetti possono divenire molto più marcati: perdita della coordinazione motoria, intontimento e convulsioni. Talvolta si verificano repentini passaggi dallo stato di veglia al sonno. In ogni caso sono frequenti stati di notevole sonnolenza e narcosi. Si registrano episodi di sonno comatoso anche della durata di 24 ore. Lo stato confusionale può essere associato a incoerenza nella verbalizzazione e a episodi di nausea e vomito. Nei casi più gravi il quadro clinico può evolvere verso collassi e coma per overdose.

 

L'uso di GHB è particolarmente pericoloso per chi soffre di disturbi epilettici, cardiaci o respiratori. Molto pericolosa, inoltre, l'associazione con alcool (o altre sostanze psicotrope) da cui possono parimenti sortire episodi di arresto respiratorio. Il consumo di GHB può risultare altresì fatale in associazione con farmaci antiretrovirali (ad esempio per la cura dell'AIDS) o con particolari inibitori dell'enzima proteasi.

 

Altro aspetto peculiare del GHB è quello legato alla sua nomea di "rape drug" (droga dello stupro): in America, Inghilterra e Giappone sono stati segnalati abusi sessuali indotti dalla somministrazione di GHB a vittime ignare. In questo ambito il GHB, oltre ad alterare profondamente lo stato di coscienza, ha una notevole capacità di stimolazione (anche nelle donne), di disinibizione e di accrescimento della sensibilità tattile.

 

Secondo alcune fonti l'uso prolungato e costante di GHB determinerebbe specifiche condizioni di dipendenza fisica

 

 

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