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Pedrolini
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Spedito - 27/06/2006 : 19:20:21
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Ciao, mi sono un nuovo arrivo su questo forum, adesso non ho tantissimo tempo perchè mio fratello ha bisogno di usare il computer e devo lascargielo in fretta, ma ci tenevo a scrivere un primo messaggio. Sono da qualche giorno in cura presso il sert di Novara, dopo che, per cercare di disintossicarmi con una cura fai da te, ho preso 40 gocce di minias e mi sono addormentato al volante, facendo un frontale con un camion. Non ho riportato gravi conseguenze, infatti, miracolosamente, a parte lividi ed ammaccature dappertutto, mi sono solo rotto il polso destro(sto scrivendo con la sx, perdonatemi eventuali errori ortografici) e ho quattro punti sulla nuca. Mi sono fatto per circa un anno e mezzo, dopo che ero riuscito a smettere per quasi 10 anni (pippando però roba qualche volta, o fumandola) durante i quali ho però continuato a farmi dei gran cannoni e a pippare cocaina. Adesso, dopo più di 17 anni (notare il numero...) di dipendenza da sostanze varie, penso che sia arrivato per me il momento di smettere. Per ora prendo 10 mg di subutex, ma spero di sentirmela presto ad iniziare a scalare e togliermelo del tutto... certo è che avrò bisogno di un grande supporto psicologico, parte del quale spero di riuscire a trovarlo in questo forum. Ciao a tutti, magari stanotte scriverò qualcosa in più su di me e sulla mia storia. Ciao!!! Px
Pedro
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Pedrolini
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Spedito - 28/06/2006 : 01:04:09
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Avendo letto con attenzione alcuni post incontrati sul forum, mi sembra che una delle considerazioni più interessanti e azzeccate sia quella fatta da non so più chi (non riesco a ritrovare il post...) sulla porta semiaperta che ci lasciamo alle spalle, sta tutto lì, bisogna trovare il coraggio di chiuderla per sempre questa maledetta porta, io per esempio avevo smesso con la roba per anni, poi ho avuto la bella idea di farmi una pippata, tanto cosa vuoi che sia, la gestisco tranquillamente... e mi sono ritrovato a farmi le pere un'altra volta, e ho perso la mia compagna e i miei bimbi, e lei ha ragione quando mi dice che sono stato io ad abbandonarli, la cosa mi fa stare da cani, peggio dell'astinenza, vorrei potere rimediare subito, ma so che c'è tutto un percorso che devo fare, l'importante è riuscire a chiudere definitivamente quella bebedetta (o dovrei forse dire maledetta) porta alle spalle, inserire l'allarme e buttare via la chiave. Spero tanto di riuscire a trovare la forza dentro di me, perchè so che c'è, tutti l'abbiamo in noi, solo non riusciamo a trovarla, o almeno non stabilmente. Possibile che davvero "in questo eterno presente che capire non sai l'ultima volta non arriva mai?" non può essere così, la forza, il bene esistono, la luce è dentro di noi, ma dove? Ciao Pedro
Pedro
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pam
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Spedito - 28/06/2006 : 11:38:51
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Ciao Pedro, benvenuto, spero che tu riesca a trovare in te la forza del cambiamento e a riconquistare piano piano la tua vita. Io sono compagna di un tossicodipendente che, spero, entrerà in Comunità entro pochi giorni perchè la soluzione adottata fin ora (Terapia farmacologica e consulenze psicologiche al Sert) non hanno dato i risultati sperati. Noi abbiamo dei figli e penso di riuscire a capire cosa intendi e cosa provi dicendo di averli abbandonati perchè é la stessa tristezza che leggo neglio occhi del mio compagno quando guarda i bambini. Penso che da questo voi dobbiate prendere forza e stimoli perchè voi avete la possibilità di cambiare tutto e, anche se questo vi costa sofferenza e sacrificio, avete ancora la possibilità di scelta. Un grosso abbraccio
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Pedrolini
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Spedito - 28/06/2006 : 18:50:46
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Grazie Pam, temevo che nessuno rispondesse ai miei post, rileggendo il secondo forse è stato un po'infantile, ma tant'è, non riesco mai ad esprimere bene tutto quello che ho dentro, è un problema di comunicazione che credo accomuni molti tossici, che spesso sono più sensibili di quello che sembra. Io in questo momento sono a casa dei miei, e soffro da morire per la lontananza dalla mia compagna e dai nostri Cuccioli, anche se oggi i bimbi sono stati qui. Il piccolo è rimasto tutto il giorno, ed è tranquillo, anche se, soprattutto le prime volte, leggo nei suoi occhi lo stupore e la delusione quando la mamma lo porta via e il papa non va con lui... Con il più grande c'è qualche problemino in più, si vede che (giustamente...) ce l'ha un po'con me, anche se mi vuole un bene dell'anima e soffre molto. Tutto a causa mia, in certi momenti mi sento davvero un mostro, anche se poi mi ripeto il mantra della scelta che devo fare, della porta da chiudere e della forza che è in me... riuscirò mai a riscattarmi? Vorrei tanto potermi prendere carico delle sofferenze dei bimbi e della mia compagna, se solo potessi... Contraccambio l'abbraccio, Pam e ne mando uno grosso grosso a tuo marito, che ha fatto una scelta coraggiosa e spero tanto che possa essere la soluzione per i suoi ed i vostri guai. Un abbraccione infine ai tuoi figli che, come i miei, sono vittime innocenti di errori che commettiamo noi adulti, spero non debbano soffrire troppo per l'assenza del loro papà e che lui torni presto da loro con davanti una "nuova vita" fatta di luce e di amore. Ciao e grazie ancora per le tue parole. Pedro
Pedro
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pam
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Spedito - 29/06/2006 : 09:22:48
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Ciao Pedro, sono contenta che tu abbia passato un po di tempo con i bambini ciò significa che tua moglie non ha chiuso tutte le porte. Ora sta a te dimostrare che vuoi davvero cambiare e dalle tue parole credo che le motivazioni tu le abbia già. E' inutile negare che i bambini non ne soffrano e, come di ci tu, per errori nostri é davvero triste ed ingiusto. Io spesso dico al mio compagno che quando é in crisi dovrebbe chiudere gli occhi e pensare al viso dei bambini, ai loro occhi pieni di felicità quando li fa giocare, allo stupore e all'emozione che sprigionano davanti a cosa che per noi adulti sono banali. Pensa che hai la fortuna di poter scegliere cosa vuoi fare nella tua vita, le strade da intraprendere sono molte alcune in salita e alcune no, e sono certa che farai la scelta giusta. Ed ora forza, non aspettare più domani, comincia dall'oggi il tuo cambiamento. Ti faccio i miei più sinceri auguri di cuore e spero di leggerti presto Un abbraccio Pam
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Pedrolini
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Spedito - 01/07/2006 : 01:53:13
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Ciao Pam, grazie per le tue belle parole, mi hanno fatto bene. Come hai intuito, la mia meravigliosa compagna non mi ha chiuso le porte, anzi... però giustamente non tollera più la mia presenza in casa, fino a quando non mi sarò ripulito del tutto, anzi è stata proprio lei a consigliarmi questo sito, e segue molto da vicino la mia lotta, il suo sostegno mi è indispensabile per andare avanti, anche se a volte sa essere molto dura, ma forse è giusto così. Ora ti saluto e vado a fare un po'di meditazione prima di andare a letto. Fammi sapere se ci sono novità sulla situazione del tuo di compagno Buona notte Pedro
Pedro
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alejami
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Spedito - 01/07/2006 : 02:11:06
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Ciao, sono Ale, la compagna...(ex) di Pedro... Vi seguo assiduamente e, grazie a questo forum, ho trovato molti spunti su cui riflettere. volevo chiedere a Pam se lei sta facendo il suo percorso da sola o con l'aiuto di qualcuno. Io ho preso un'appuntamento da una psicologa perchè riconosco di avere anch'io a che fare con la dipendenza (da persone o sostanze o abitudini, credo sia poi lo stesso problema), ma devo aspettare ancora 20 giorni... Cerco di fare il possibile per non perdermi come mi è già successo in passato. Spero di risentirvi, un saluto affettuoso Ale
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alejami
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Spedito - 03/07/2006 : 00:10:24
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Non è per niente semplice e scontata la faccenda... Ho deciso di allontanarti da noi e tu dove potevi tornare se non dai tuoi.Solo che mi sembra di averti riconsegnato al mittente sbagliato. Ora, chiarendo che tu un pacco non sei, mi chiedo se ho fatto la cosa giusta. I tuoi gia parlano di riprendere il lavoro (che non è proprio dei più semplici), di sistemarti nel tuo appartamento così siete tutti più liberi e sereni, e si, il sert va bene, ma vediamo di sbrigarcela in fretta con queste pastiglie che tanto cosa vuoi che psicanalizzino sti psicologi non saranno mica bravi se no non lavoravano li... e via di questo passo. e noi tutti intorno a te a decidere per te cosa ,secondo noi, va bene per te. Vorrei che qualcuno mi consigliasse su come è meglio agire in questi casi, dare fiducia ma non troppo, non fidarsi per niente, impazzire tutti? Aiuto...
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antonio
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Spedito - 03/07/2006 : 01:13:28
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Alejami, secondo me cosa va bene per Pedro lo deve decidere Pedro. Ma lo dovrebbe decidere per se stesso, indipendentemente dalla prospettiva di ottenere alcunché da te o da altri, sia pure la semplice fiducia. Non vedo per quale motivo tu e i suoi familiari vi dobbiate occupare delle sue scelte.
Pedro, che tu consideri il sostegno di Alejami "indispensabile" non mi sembra un buon presupposto, né nella prospettiva di perseguire la tua autonomia e neanche in quella di EVENTUALMENTE proseguire o ricostruire un qualsivoglia rapporto. A me sembra che dire a una persona che ci é indispensabile sia un discorso del cavolo. Non trovo sia generoso dare un tale carico ad altri. Potrebbe sottintendere una sorta di ricattino morale e il tentativo di manipolazione attraverso l'induzione di sensi di colpa. Penso inoltre che una persona matura (o che alla maturità volesse tendere) dovrebbe pensare a mettersi in grado di essere utile a se stessa (in primo luogo) e poi agli altri, anziché il contrario.
Antonio antonio@insiemesenza.org
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pam
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Spedito - 03/07/2006 : 09:19:31
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Ciao Alejami, io ho provato a chiedere aiuto al sert, mi hanno affidato un' assistente sociale che mi ha proposto degli incontri con uno psicologo, appunto per essere aiutata nel percorso che sto cercando di fare, purtroppo però i loro orari non sono per nulla confacenti alle mie normali attività (lavoro) perciò per ora ho dovuto rinunciarvi. Penso che dovrò cercare uno psicologo che mi può ricevere o dopo le 6 di sera o il sabato e questo il Sert non lo fa. Un abbraccio
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alejami
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Spedito - 03/07/2006 : 16:06:30
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Ciao Antonio, la tua voce è molto simile a quella della coscienza... Aiutami per favore a capire anche questo: lui ci ha chiesto aiuto e lui ha deciso di affidarsi al sert. Ho deciso di aiutarlo pur cercando di tenere ben presente che potrebbe non farcela, e mi sto aiutando anche leggendo le molte storie delle persone che scrivono al forum e i vostri preziosi spunti di riflessione, oltre che rivolgermi ad una psicologa, per supportare me stessa. So, e ho anche discusso di questo con lui, che solo lui è l’artefice del suo futuro e l’ho spronato a sfruttare i momenti di lucidità per chiarire bene a se stesso cosa intende fare e cosa si sente di reggere e cosa no. Però, se ci ha chiesto aiuto e noi abbiamo deciso di darglielo, penso che dovremmo farlo tenendo presente una certa linea che sia chiara e stabile concordata magari da lui e da chi lo tiene in carico al sert. Non credo sia giusto e non voglio fare scelte al posto suo ma possiamo vigilare sul suo cammino. Ho capito in questi mesi che nella sua anima si sta combattendo una battaglia fra la luce e l’ombra e che , grazie soprattutto all’uso della droga, l’ombra rischia di oscurare la luce, e usa mille sotterfugi pur di riuscirci. Quante volte ha preso decisioni che credeva lo portassero al bene e invece erano solo autoinganni creati dal suo ego. Questo capita molto anche a me e da quando l’ho capito cerco di essere vigile, ma per farlo c’è bisogno di lucidità ed attualmente, con la terapia del sert , cerdo che questa lucidità gli manchi. Non so se sono riuscita a esprimermi adeguatamente, ho difficoltà a farlo perchè non sono sicura... Grazie Ale
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alejami
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Spedito - 03/07/2006 : 16:22:47
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Ciao Pam, certo è difficile da sole... Se siamo in queste situazioni è perchè qualcosa ci spinge a ricercare rapporti difficili. Voglio proprio sciogliere questi nodi, voglio liberarmi e per farlo ho bisogno di uno "specchio", da sola non posso. Io ho trovato aiuto al centro di igiene mentale, dove so che lavorano ottimi professionisti e dove mi sarà possibile fare una psicoterapia a cadenza settimanale(spero, avrò il primo appuntamento a breve). Mi sono avvicinata anche a due bellissime persone, i miei maestri yoga, che nei mesi hanno saputo infondermi serenita e un pò più di consapevolezza. Certo è un "lavoro" doloroso quando diventi consapevole di certi meccanismi malati che esistono in te, ma anche pieno di gioia quando ti accorgi della naturalezza di convertire abitudini malsane in azioni positive. Comunque è un continuo "divenire", non si smette mai di imparare,di vivere, di crescere...é bello, non credi? Ti auguro serenità Ale
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alejami
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Spedito - 03/07/2006 : 16:36:12
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Ieri sera ho letto questa vecchia discussione che mi ha fatto commuovere e ho trovato bellissima... mi permetto di segnalarvela Ale http://www.insiemesenza.org/forum/topic.asp?TOPIC_ID=922
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pam
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Spedito - 03/07/2006 : 16:56:47
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Ciao ale, ho appena finito di leggere la discussione che hai evidenziato. Sono rimasta stupita da quanto mi sono ritrovata nel racconto e questo sicuramente mi aiuterà a trovare nuovi spunti sui quali lavorare. Anche io avrei bisogno di uno "specchio" e, anche se il Sert non mi ha saputo aiutare, cercherò altrove penso che all'USL qualc'uno troverò che mi possa aiutare concretamente. Auguro anche a te tanta serenità
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antonio
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Spedito - 03/07/2006 : 23:10:38
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Ciao Alejami, in effetti non mi é del tutto chiara la tua domanda. Io credo di essere una persona concreta e pragmatica. Dici che vi ha chiesto aiuto e avete deciso di darglielo. Ma non dici che tipo di aiuto ha chiesto, a cosa dovrebbe essere finalizzato e se avete discusso del modo in cui raggiungere gli eventuali obiettivi condivisi eventualmente con l'ausilio di altre persone o strutture. In questo quadro indefinito non riesco neanche a comprendere quale dovrebbe essere il ruolo sel SerT. Io credo che sia meglio intendersi in maniera dettagliata, piuttosto che rimanere sul generico. Cari saluti
Antonio antonio@insiemesenza.org
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alejami
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Spedito - 04/07/2006 : 19:05:27
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Ciao Antonio, è proprio quello che vorrei io, che ci intendessimo sul da farsi. Non credo che da solo possa farcela, è quello che ha tentato di fare fin'ora...Se mi accorgo che sta per fare qualcosa di potenzialmente pericoloso che faccio, lo lascio fare? So che deve imparare a camminare bene sulle sue gambe ma tutti abbiamo bisogno di consigli quando ci siamo persi. Comunque ieri è stato al sert e l'assistente sociale dice che se lo desideriamo posso andare con lui la prossima volta e ci sembra una buona idea. Poi ci sono i suoi genitori...ma è un discorso lungo... grazie Ale
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antonio
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Spedito - 04/07/2006 : 19:40:19
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Secondo me, oltre che dei consigli, in situazioni del genere si ha bisogno di riflettere su una cosa fondamentale. Il desiderio di cambiare, di procedere verso astinenza e sobrietà, esiste o no? E' reale e profondo o solo apparente e opportunistico? Se non esiste, o se é manifestamente aleatorio va bene così: ciascuno si fa la sua vita (o presunta tale). Se esiste, si stabiliscono tutte le misure, PRATICHE E CONCRETE, attraverso cui tale desiderio possa realizzarsi. Quindi le varie modalità di condivisione, di protezione, di "innalzamento di barriere" che possano fare da argine alle sostanze e alla messa in atto dei comportamenti compulsivi. Ciò nella prospettiva del "patti chiari e amicizia lunga".
Antonio antonio@insiemesenza.org
Modificato da - antonio il 04/07/2006 19:41:49
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alejami
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Spedito - 04/07/2006 : 21:15:55
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Era quello che volevo sentirmi dire... Chissà se qualcuno vorrà intervenire in questa discussione... CIAO Ale
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Pedrolini
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Spedito - 07/07/2006 : 01:07:58
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Ciao Antonio, ho riflettuto su quanto hai scritto in risposta a me e ad Alejami, e credo tu abbia ragione a definire "un discorso del cavolo" il fatto di definire Ale indispensabile, ma, credimi, non ci sta dietro nessun ricatto morale, solo una grande confusione e una mancanza di fiducia nelle possibilità che altre persone che in questo momento mi stanno vicine, abbiano di aiutarmi ad uscire definitivamente da ogni tipo di legame con le sostanze. Hai ragione anche quando scrivi che la mia volontà di cambiamento deve essere profonda e non dettata da mere questioni di opportunità. Io sono consapevole di due cose, la prima è che il primo beneficiario di una mia completa "guarigione" sarei io, e che per dare amore agli altri bisogna prima amare sè stessi, in questa logica credo che l'obiettivo principale sia quello di emanciparsi dalle sostanze, per poi, "eventualmente" (riporto quello che scrivi tu, ma io farò del mio meglio perchè quest'eventualità diventi concreta) riallacciare il rapporto con la persona che amo. Il secondo punto che mi trova fermamente convinto è che il cambiamento deve partire da me, e solo dentro di me posso trovare la forza e le risorse necessarie perchè questo possa avvenire, indipendentemente da qualunque persona mi stia attorno, pur senza sottovalutare l'importanza di chi mi sta vicino. Io ho chiesto ad Ale un sostegno morale e la sua vicinanza in questo momento difficile, il ruolo del sert spero sia quello di supporto psicologico e consigli pratici su come meglio affrontare il craving che sicuramente si presenterà quando mi sarò liberato dal subutex, ecco questo è quello che più mi spaventa, la consapevolezza di dovere chiudere definitivamente, una volta per tutte una porta che ancora, proprio per via del subutex, tengo solo accostata, e non chisa a chiave come vorrei. Comunque ribadisco di essere consapevole che il mio futuro è nelle mie mani, ora che ho toccato il fondo non mi resta che rimboccarmi le maniche per cercare di risalire e non sprofondare definitivamente, sono fortunato ad avere tanto affetto attorno a me, ma sono io quello che deve metterci le palle. Un saluto, scusate per la lunghezza del post ma mi è venuto di getto. Ciao Pedro
Pedro
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antonio
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Spedito - 07/07/2006 : 13:18:05
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Secondo me esistono ricatti morali consapevoli e ricatti morali più o meno inconsapevoli. Questo é il versante di chi li propone. In ogni caso chi li riceve si trova comunque in una posizione sgradevole e che a mio avviso non é opportuno assecondare. Leggo che sei consapevole delle difficoltà e delle possibili "scappatoie" che un percorso orientato all'astinenza e alla sobrietà comporta. Mi auguro anch'io che al SerT sappiano ben orientarti e sostenerti. Tieni presente comunque che esistono altre opportunità di sostegno complementari ai SerT, quali ad esempio i gruppi di auto aiuto dei Narcotici Anonimi e altre. Ripeto, secondo me il tutto andrebbe pattuito, congegnato e attuato in modo molto chiaro e concreto. Se i binari sono solidi é più difficile che il treno deragli. In ogni caso la strada é lunga. Se desideri percorrerla, sappi che quando sarai riuscito ad azzerare ogni sostanza, se e quando vi riuscirai (la qualcosa é già tutt'altro che facile), sarai soltanto al punto di partenza di un percorso che richiede anni (non giorni, settimane o mesi). Un saluto affettuoso
Antonio antonio@insiemesenza.org
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alejami
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Spedito - 08/07/2006 : 17:35:57
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Si è vero Antonio, il percorso è lungo e richiede anni ma detto così un pò spaventa... Io penso che una volta libero dalle sostanze già stai bene, tutto ciò che viene dopo è vita, anche nel dolore, nella sofferenza che il guardarsi dentro comporta. Tanti dicono che sia più facile continuare a farsi piuttosto che cercare di liberarsi, io non penso sia così. ho passato molti anni con la mente annebbiata dalle sostanze e quello che so è che stavo male...ed era veramente difficile vivere in quelle condizioni. Ora io non sono una illuminata, ce ne vuole, ma so di stare bene, mi sento in grado di guidare me stessa, anche chiedendo aiuto ad altri, perchè no. Sento il profumo della vita (lo sentirei forse meglio se smettessi anche con le sigarette...), ho fiducia e speranza che le cose vadano come comunque devono andare. E TUTTO è PIù SEMPLICE, più naturale. Volevo solo cercare di lanciare un messaggio di fiducia e spero di esserci riuscita. Antonio grazie per il tempo che ci dedichi ele riflessioni che ci induci a fare un abbraccio Ale
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Pedrolini
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Spedito - 11/07/2006 : 01:49:54
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Il percorso sarà lungo, di questo ne sono perfettamente consapevole, ma mi sento di affrontarlo in tutta la sua durezza e difficoltà, quello che più mi fa paura è il medio termine, quando fatalmente le difese si allentano e subentra il rischio di pensare "massì, per una volta, che male c'è?". Ecco, questo è ciò che veramente devo impormi, chiudere una volta per tutte quella maledetta porta, una volta per tutte, e non pensarci più, o meglio, pensarci sempre, ma in modo consapevole, avendo cioè la consapevolezza di tutto il male che le sostanze possono fare a me e a chi mi sta attorno. Questo dovrebbe essere il punto di arrivo, riuscire a vedere le sostanze con occhi diversi, non più come un oggetto di desiderio, ma per quello che in realtà sono: una grande illusione che non porta a nulla di buono. Credo sia facile riconoscere il male a cui possono portare, ne sono sempre stato consapevole, la chiave è riuscire a cambiare decisamente prospettiva, e per fare ciò serve una consapevolezza che ancora non trovo dentro di me, ma che sto cominciando a cercare. Definito l'obiettivo, sarebbe il caso di pensare alla strategia attraverso la quale raggiungerlo, e in questo cerco l'appoggio del personale del sert, che fino ad ora mi è stato utile, nello specifico, solo relativamente. La dottoressa, che mi sembra capace, oltre che gentile e sensibile, sostiene che devo incontrare tutti gli operatori (lei, lo psicologo e l'educatrice) per stabilire un vero e proprio percorso (i "binari solidi" di cui parla Antonio, che ringrazio), ma purtroppo non ho ancora avuto occasione di vedere, se non di sfuggita, l'educatrice, che, tra ferie e malattia, riuscirò ad incontrare solo la settimana prossima. Per quanto riguarda lo psicologo, oggi ci siamo visti per la seconda volta, e mi ha detto che dalla prossima cominceremo a definire il percorso (ancora i binari..., ancora rimandati...). Io a questo punto mi sento un po'disorientato, non so se lo psicologo, per quanto bravo possa essere, riuscirà a darmi tutto il sostegno di cui sento bisogno, visto che mi sembra molto occupato (giustamente, non sono l'unico utente del sert e non pretendo di essere il più importante...) e i due incontri finora avuti sono stati piuttosto brevi (una mezz'ora scarsa, con continue interruzioni da parte di altri utenti e operatori). Mi chiedo quindi se sia il caso di rivolgermi anche ad un'altra persona (ci sarebbe il sacerdote che mi ha indirizzato al sert, al quale si sono rivolti i miei genitori consigliati da uno zio medico. Mi ha fatto un'ottima impressione e ha una lunga esperienza nel campo delle tossicodipendenze avendo, tra l'altro, gestito una comunità) o se così facendo incasinerei il tutto, certo è che l'analisi non me la possono fare in due persone distinte (anche il sacerdote è psicologo). Cercherò di informarmi anche sui gruppi di auto aiuto di cui parla Antonio. Un abrazo Pedro
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Pedrolini
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Spedito - 11/07/2006 : 01:58:20
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Oggi è lunedì e, dopo avere passato 2 giorni con Ale e i bimbi, mi sento un grande vuoto dentro, mi vengono spesso in mente le immagini dell'incidente, il pensiero di ciò che ho perso, del tempo buttato via, dei soldi sperperati, del lavoro che devo trovare... mi sento piccolo piccolo, con una grande montagna davanti, avrei voglia di dormire e nulla più, al massimo leggere un libro fumando decine di sigarette, ma so che devo reagire, devo trovare le forze dentro di me, so che nulla è definitivamente perduto, ma sarà dura. Buonanotte. Pedro
Pedro
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Pedrolini
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Spedito - 13/07/2006 : 01:19:45
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Mercoledì, o meglio giovedì, visto che la mezzanotte è passata da un pezzo, un altro giorno se ne è andato ed io non riesco a togliermi questa sensazione di vuoto, di incertezza, di inconsistenza, purtroppo non sono bravo ad esprimere a parole l'angoscia e la frustrazione di cui vorrei riuscire a liberarmi. Spesso, durante la giornata, chiudo gli occhi e mi vedo scorrere davanti tutto ciò che ho perso, penso a come sarebbero diverse le mie giornate. Purtroppo non riesco neppure a trovare il modo di scaricarmi, Ale è sempre così dura (e non posso proprio darle torto per questo) e i miei sono assenti, sempre disponibili ad accompagnarmi al sert o dovunque io chieda di andare per curarmi, sembra che non abbiano orecchie per i miei problemi interiori (di cui sono in buona parte coresponsabili, mi spiace ammetterlo ma è così), a loro interessa solo che tutto vada bene in apparenza, non ci tengono affatto ad approfondire le questioni, forse è proprio a causa di quest scarsa disponibilità al dialogo tipica della mia famiglia che io faccio tanta fatica ad esternare i miei sentimenti, le mie emozioni... Su questo forum posso permettermi di scrivere cose che non riuscirei ad esprimere a voce, forse solo con il mio amore mi sono aperto così tanto. Comunque è più o meno un mese che non mi faccio, ma sono sempre imbottito di subutex, e poi? Quando smetterò di prenderlo, quando tornerò ad una vita normale? Vivo in un esilio dorato a casa dei miei (e per questo gli sono grato), sì lavoro al computer, scrivo le tesine, ma quando riprenderò a lavorare o a frequentare il corso? So che devo essere forte, ma gli impegni mi terrorizzano, ecco ancora davanti a me la metafora del topolino e la montagna da scalare... ho bisogno di conforto, cerco aiuto, mi sento solo. Buonanotte Pedro
Pedro
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alejami
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Spedito - 13/07/2006 : 01:32:17
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CORAGGIO non sei solo, rivolgo a te i miei pensieri ti voglio bene Ale
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antonio
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Spedito - 13/07/2006 : 12:00:28
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Penso che sia indispensabile confrontarsi con i propri vuoti e attraversare abissi esistenziali per venirne fuori, senza colmarli artificialmente esenza usare gli altri. Non é facile e neanche breve. Pedro, alSerT avetegià programmato lo scalaggio del subutex o é una fase rinviata? Quanto ne prendi adesso, se posso saperlo? Tieni duro...
Antonio antonio@insiemesenza.org
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Pedrolini
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Spedito - 13/07/2006 : 23:42:01
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Grazie per l'incoraggiamento Antonio, mi ha fatto bene, naturalmente ringrazio anche Ale, pur avendolo già fatto di persona. Per il momento prendo 8 mg di subutex al giorno, che mi danno in affido una volta alla settimana. Per quanto riguarda lo scalaggio, la dottoressa mi aveva proposto di iniziare da subito, ma io ho preferito aspettare, visto che temevo (e temo ancora, anche se effettivamente mi sento più forte) molto il craving. Un altra cosa che mi ha indotto a temporeggiare con lo scalaggio è il fatto che ho il braccio ingessato in conseguenza dell'incidente e, unitamente ai dolori più o meno forti che provavo (ora si sono un po'attenuati) avevo paura che la cosa mi avrebbe dato in testa (passami l'espressione) e portato ad una qualche forma di ricaduta. Bene, ora la dottoressa è in ferie, ma tornerà lunedì 24, quando avrò tolto il gesso. A questo punto sarei tentato di proporle di incominciare a scalare (lei mi ha detto di chiederglielo quando mi fossi sentito pronto, e comunque mi ha prospettato un periodo medio breve di assunzione del farmaco), ma in realtà ho un po'paura, non avendo mai provato una terapia sostitutiva (pur essendomi ben informato sia sul sito che dallo stesso sert su tutto ciò che riguarda il subutex) non so cosa potrà succedermi, confesso di avere paura di fare qualche cazzata, anche se la voglia di mettermi in gioco c'è, e soprattutto quella di liberarmi definitivamente da tutto. So che devo andarci coi piedi di piombo, ma d'altro canto ho paura che un uso prolungato del farmaco possa instaurare una vera e propria dipendenza psicologica, so che Ale e i miei vorrebbero che smettessi in fretta di prendere le pastiglie, ma ho paura di compromettere tutto. La mia situazione attuale, come ho già scritto, non è delle migliori, vivo dai miei e mi sento "sopportato", vorrei andarmene ma non saprei dove, mi accorgo di tante situazioni che mi fanno soffrire, tanti atteggiamenti da parte dei miei, anche nei confronti di mio fratello (di 12 anni più giovane) che mi mandano in bestia, mi ci ritrovo e rivedo gli stessi errori che hanno fatto con me, e che non fanno nulla per correggere. La cosa che più mi fa stare male però è la parziale mancanza d'amore nei confronti di mio figlio, dico parziale perchè in apparenza sono molto premurosi con lui, tutti in paese pensano che mia mamma sia una nonna modello, ma io so che non è così, se riesce di evitare di doverlo curare ne è ben contenta, mio papà può anche non vederlo per un mese intero, bada di più al suo cane. Questo fa male forse anche perchè, da figlio non voluto, mi sento parte in causa, so che mia mamma da piccolo mi diceva che non mi voleva, che non avrebbe voluto occuparsi di me (l'ho saputo di recente tramite una persona con cui si è confessata), e anche se ha fatto moltissimo per me, è sempre riuscita a farmelo in qualche modo pesare. Di positivo c'è che, nonostante il male, riesco anche a vedere certe dinamiche con distacco, da semplice osservatore esterno, tanto che oggi, dopo l'ennesima scusa di mia madre per non andare a prendere i bimbi (che tra l'altro non vedo tutti i giorni, quindi mi mancano molto), mi è balenato il pensiero che io abbia cominciato a drogarmi (a 15 anni, prima di allora ero un ragazzo modello) proprio quando mi sono accorto che i miei genitori non erano quelle persone fantastiche che mi dipingevo nella mia fantasia. Caro Antonio, perdonami questo sproloquio sulla mia famiglia, ma mi è venuto di getto, rileggendo il tuo post in cui fai riferimento ai vuoti da colmare. Ti saluto e ti ringrazio ancora per il tuo appoggio, che mi è di grande sostegno in questo momento difficile, come lo è questo forum in generale, in cui posso sfogarmi e aprirmi come raramente ho fatto nel corso della mia vita. Un abbraccio Pedro
Pedro
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Pedrolini
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Spedito - 14/07/2006 : 01:15:02
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Certo che a volte è proprio dura, sento di non farcela, di non reggere più, mi sembra di scoppiare, di impazzire, non ho più certezze nè punti fermi, almeno quelli che pensavo lo fossero stanno inesorabilmente crollando, non ce la faccio più a reggere sto schifo di situazione, l'unica cosa positiva è che non penso alla roba, ma quando smetterò di prendere il subutex? Forse sarebbe meglio che prima mi trovi una sistemazione e un lavoro che mi possa permettere di soppravvivere e non dovere aspettare fino ad aprile per essere pagati (che è ciò che mi si prospetta...). Pedro
Pedro
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antonio
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Spedito - 14/07/2006 : 08:59:10
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Io penso che più che al lavoro e ai soldi dovresti pensare a realizzare positivamente le condizioni che possano sostenerti lungo il tuo percorso di emancipazione, se é questo il tuo desiderio prioritario. Per quanto riguarda il passato, non lo si può cambiare. Ma lo si può rielaborare e a volte le stesse cose possono essere viste in modo differente e trovare una propria sistemazione "pacifica". Anche per questo ci vuole tempo, non poco. Hai pensato alla possibilità di un percorso terapeutico in una struttura residenziale (comunità)? Ciao
Antonio antonio@insiemesenza.org
Modificato da - antonio il 14/07/2006 09:00:10
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giada
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Spedito - 14/07/2006 : 12:06:37
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ciao Pedro io credo che stare a casa coi tuoi non ti faccia bene si sente che provi ancoradel rancore nei loro confronti e secondo me dovresti parlare con qualcuno di questo e imparare a superarlo... loro sono loro e tu sei tu non puooi cambiare il passato e quindi non lasciarti rovinare il futuro per questo... l'importante è il bene che gli vuoi tu ai tuoi cuccioli anche io sto scalando il meta... ho deciso io di iniziare a 25 e scalare subito di uno in uno fino a zero perche il dottore voleva darmene 60 fino a settembre (almeno...) come stai???
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selene
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Messaggi 69 |
Spedito - 14/07/2006 : 12:31:18
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ciao pedro,ti risp qui alle domande che mi ha fatto di la nell'altra discussione.cmq scusami xkè nel mess ke hai letto tu nn si capiva bene ma io non prendo il subutex ma il metadone,orse avrei dovuto specificarlo meglio,cmq conosco il sub come farmaco xkè a volte quando mi facevo me lo compravo in piazza xnon stare male e inoltre ho amici ke lo prendono.e poi cmq sempre di terapie sostitutive si tratta,quindi cerco di risp lo stesso,sempre ke ti interessi.cmq io vado al sert da un anno (non sto a dilungarmi troppo,cmq nell'altra bacheca..generale mipare..c'è un topic abbastanza lungo dove spiegavo tutto per bene..la mia situazione,i miei probl col sert etc..se ti interessa e non lo trovi dimmelo pure)...a parte questo..dicevo..io non ho mai cominciato a scalare..e la mia dott nemmeno ne parla (a parte che oltre il meta mi danno anche tutta una serie di farmaci su cui inizio un pò a ricredermi).in pratica la mia dott parte dal presupposto che + farmaci e meta prendo +sono stabilizzata con l'umore..in pratica non faccio +alti e bassi come prima.in questo modo dice lei che la terapia (anche con lo psicologo) funzoina meglio e andrà tutto apposto.xlo meno così mi ha spiegato l'ultima volta..dove ho insisito parecchio su sto punto.infatti ne ho un pò le palle piene di sciroppo..pillole etc ma questo non centra..torniamo a te...la tua dott ha ragione..6tu che devi sapere e sentirti pronto xscalare...non devi farlo xsoddisfare altri...i tuoi genitori o la tua ragazza (ora mi ammazzerà visto ke pure lei scrive qui..xò sencondo me è così) xkè sennò lo farai pur non sentendoti pronto,e rischierai di ricadere..e mi sembra di capire che è l'ultima cosa che vuoi.xquanto mi riguarda io ho il terrore che tornerei come prima..vorrei solo non prendere psicofarmaci e magari abbassare un pò il meta..e vedere come va.xil lavoro invece..mi viene da dirti di nuovo come prima..nn far dipendere questa cosa da fattori esterni..se il lavoro ce l'avessi probabilmente diresti che è meglio non scalare xkè devi lavorare e essere su fisicamente.devi sentirtelo tu..solo tu..unico consiglio...se decidi di farlo..fai uno scalaggio lento...così nn stai male..io gli scalaggi veloci li ho sempre visti finire male.vedi che ti dice il medico ma se senti che lo fa in modo che ti da problemi parlagliene..perchè loro avolteleggono sul libro l'effetto che fa una cosa..mentre noi lo sappiamo in pratica (mi sono sentita dire xes. ke degli effetti ke avevo avuto erano impossibili),sicuramente avrai qualche sbalzo di umore e altri probl,èerchè cmq il subutex è morfina..quindi.. tieni presente che noi quando smettiamo xun pò restiamo come dire ipersensibili a un sacco di cose...sia a livello emotivo,ma anche alivello climatico e di stress xesempio..quindi magari cerca di starci attento. cmq se hai altre domandi sono qui..sperodi esserti stata utile almneo 1pò e soprattutto di non aver detto troppe cazzate.fammi sapere come vanno le cose. ciau
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