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Assuefazione, Tolleranza, Dipendenza

 

 

I termini assuefazione, tolleranza, dipendenza sono relativi a fenomeni specifici, seppure complessi e strettamente intercorrelati. Naturalmente in questa sede ci riferiamo all'uso di tali termini in chiave farmacologica e neuropsicologica, piuttosto che per quanto concerne i molto più ampi significati di carattere generale.

 

Col termine assuefazione si intende il fenomeno per cui l'efficacia di un farmaco nell'organismo diminuisce, in seguito a ripetute assunzioni, per una sorta di accresciuta resistenza cellulare o per una aumento dei processi metabolici di inattivazione.

 

Il termine tolleranza , strettamente correlato al precedente, è riferito al progressivo bisogno di dosi più elevate per la produzione dei medesimi effetti.

 

La parola dipendenza indica che l'organismo ha bisogno di apporti dall'esterno di determinate sostanze per mantenere uno stato di sufficiente benessere o evitarne uno di malessere.

 

Naturalmente le differenti sostanze, interagendo con l'organismo umano, mostrano differenti modalità e capacità di produrre i fenomeni di assuefazione, tolleranza e dipendenza. O soltanto uno o due di essi. Così, si parla di "potenziale tossicomanigeno" per indicare il grado di pericolosità di particolari sostanze nell'indurre, se assunte, i fenomeni di cui trattiamo. L'eroina, ad esempio, è dotata di un "potenziale tossicomanigeno" particolarmente intenso, poiché sono sufficienti non molte assunzioni affinché si instaurino i meccanismi dell'assuefazione, della tolleranza, della dipendenza.

 

E' materia di indagine scientifica l'individuazione dei particolari meccanismi biochimici e dei fattori di rischio psico-sociale attraverso i quali ciascuna specifica sostanza può esplicare sull'organismo le proprie potenzialità in tale ambito. Altri studi mirano a individuare i "fattori di protezione", relativi a possibili "scudi" biologici, psicologici o sociali, che possono costituire una difesa individuale (e di gruppo) nei confronti dell'instaurarsi dei fenomeni di assuefazione, tolleranza, dipendenza.

 

In generale, sembra che il meccanismo della dipendenza sia fortemente correlato al fatto che le sostanze esogene (fornite dall'esterno) sostituiscano quelle "endogene" (simili alle prime ma naturalmente prodotte dall'organismo), disabituando l'organismo stesso al mantenimento del proprio equilibrio biochimico relativamente a particolari funzioni.

 

Tuttavia sembra azzardato e improprio affermare che questa sia l'unica, fondamentale causa dell'instaurarsi della dipendenza e del suo mantenersi, o che sia quella determinante.  In relazione a tali argomenti si rimanda alla pagina biologia della dipendenza.

 

Corollario importante degli stati di dipendenza è la sindrome di astinenza conseguente alla sospensione degli apporti esterni. Tale sindrome si manifesta in modo differente per le varie sostanze (e nel menu sostanze sono riportate specifiche informazioni)

 

A proposito di dipendenza si usa spesso distinguere fra d. fisica e d. psicologica. Si indicano in questo modo differenti aspetti del fenomeno. Vero è che la dipendenza si manifesta anche in modificazioni biochimiche e cliniche "oggettivamente" osservabili. Altrettanto vero è che il comportamento umano difficilmente può essere integralmente ricondotto a criteri biochimici o mediante questi ineluttabilmente "spiegato". Probabilmente la cesura fra aspetti fisici e socio-psicologici della dipendenza non è assolutamente netta ed è certamente discriminata dalle nostre conoscenze e possibilità di indagine.

 

Ad ogni modo molti esperti concordano sul fatto che le variabili di tipo psicologico e sociale giocano un ruolo "pesante" nell'instaurarsi della dipendenza, nel suo eventuale perdurare e nella possibile risoluzione.

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