Logo di InsiemeSenza droga, alcolismo e comportamenti compulsivi
InsiemeSenza droga, alcolismo e comportamenti compulsivi

 
-


 

Verità e racconti

 

Nel gergo del recupero e delle vicissitudini correlate alla droga, agli stati di tossicodipendenza e di alcolismo, un posto particolare é quello occupato dal verbo "raccontare". Verbo che, non di rado, viene declinato nella sua forma riflessiva, come nel caso della locuzione raccontarsela. Con ciò si indica l'attitudine a fornire a se stessi (e/o ad altri) versioni più o meno aderenti alla realtà della propria condizione, più o meno orientate ad autentica consapevolezza e all'opportunità di affrontare o eludere particolari difficoltà.

Si potrebbe dire, a tale proposito, che il "racconto" non é, in sé e per sé, qualcosa che necessariamente travisa o distorce la realtà. Sembra che, fra le prerogative di ogni singolo e particolare "narratore", possano annoverarsi maggiore o minore "realismo", pertinenza storica e capacità di coerente rappresentazione.

 

Diverse possono essere le motivazioni da cui scaturisce il racconto. In ogni caso mi sembra che il rapporto fra ciò che viene "raccontato" (ad altri o a se stessi) e la realtà di per sé (ammesso che ne esista una "standard") sia un ambito alquanto problematico.

Forse il racconto e l'atto del "raccontarsela" esprimono la particolare prospettiva che i narratori assumono nei confronti della realtà esterna e interna a sé, il loro punto di osservazione, il loro modo di considerarla, interpretarla, sperimentarla.

In questo senso sembra che differenti "narratori" possano offrire diverse rappresentazioni della medesima realtà, soprattutto se approcciata da vari punti di vista e in base a differenti esperienze e vissuti.

Si tratta, forse, di valutazioni personali e, da questo punto di vista, sarebbe difficile privilegiare una rappresentazione piuttosto che un'altra, un punto di vista piuttosto che un altro, esprimendo giudizi di valore.

Tuttavia, se consideriamo le cose anche approfondendo altre dimensioni, la questione potrebbe assumere ben differenti significati.

Pensiamo, ad esempio, al modo in cui il singolo "narratore" (colui che "la racconta" o che "se la racconta") può considerare le proprie rappresentazioni non tanto in relazione alla "realtà", quanto alla verità.

Da quest'ultimo punto di vista è probabile che, nell'ambito di cui trattiamo (e forse il discorso potrebbe essere esteso anche a familiari e congiunti), non pochi "narratori"abbiano la possibilità di sperimentare il transito verso la (propria) verità (con la v minuscola) o il recupero progressivo di questa, a discapito di seduzioni narrative e autonarrative più o meno realistiche, strumentali o soggiacenti a particolari contingenze.

Naturalmente parliamo di verità (plurale) interiori e personali che, per quanto a mio meritevoli e legittimate nel proporsi pacatamente e serenamente, forse tradirebbero la loro intima natura nel pretendere di imporsi.

Non pochi preferiscono LE verità pazienti, ancorché solide, piuttosto che l'arroganza del-LA Verità.

Concludendo questa sintetica esposizione relativa ad argomenti invero vasti, si potrebbe dire che, anziché contrapporre diverse rappresentazioni della realtà (e relativi "racconti") potrebbe essere opportuno considerare, per ciascun singolo "narratore" o "critico letterario" il rapporto fra la produzione narrativa e la propria particolare verità. A volte nascosta (talvolta tanto più quanto più appare evidente).

Un capitolo a parte, a proposito del "raccontarsela", forse meriterebbe la "critica letteraria" relativa agli altrui tentativi "artistici". Non sempre si é in grado, purtroppo, di aiutare se stessi e gli altri a trovare la fonte più autentica della propria ispirazione. Le stroncature, anche nei confronti di se stessi, d'altronde sono più sbrigative. E apparentemente più comode.

AA

 

Se desideri leggere alcuni commenti relativi a questo scritto clicca qui

Se desideri esprimere commenti relativi a questo scritto, puoi usare la bacheca "approfondimenti e opinioni"

ore
Leggi queste informazioni per sostenere InsiemeSenza.org

Logo ANR - Associazione Nastro Rosso  Onlus  Bologna
Associazione
Nastro Rosso


Perché NASTRO ROSSO?  La storia di Enrique Camarena

Google
Web
InsiemeSenza
Segnala questa
pagina ad un amico

E-mail del destinatario:

 
Torna alla Home page Torna ad inizio pagina Torna ad Argomenti
 
In caso di mancata visualizzazione dei pulsanti nella colonna di sinistra, seleziona le pagine dai link sottostanti
Home Page Chi siamo Propositi del sito Bacheca e Forum Novità
Posso aiutarti? Io, la mia dipendenza, gli altri Per i familiari La mia esperienza New society
Documentazione Chat Meglio l'Aranciata Nastro Rosso Link
Contatti Mappa Enti Privato Sociale Mappa SerT Scienza Cultura
         
Copyright © 2003--2008  InsiemeSenza.org      Sito Internet: www.insiemesenza.org     E-mail: info [at] insiemesenza.org    (sostituire [at] con @ ed annullare gli spazi vuoti)