In
solitudine
A
proposito di solitudine: voglio dirvelo chiaramente: non
credo affatto che sia possibile smettere
da soli di usare droga quando si è dipendenti;
e purtroppo l'esperienza conforta questa mia convinzione.
Anzi, vi dirò di più: penso che il volere
smettere in solitudine sia una forma subdola, speculare
e paradossale del "non volere smettere", del non
essere disposti a cambiare. Un modo per consentire alle
sostanze di farla da padrone, continuando a illudersi di
essere "padroni" quando non lo si è.
Credo che finché il problema di uno non diventa un
problema comune, cui prendono parte le persone con cui si
condivide la quotidianità (familiari, congiunti,
amici, gruppo di sostegno, comunità...), sia pia
illusione quello di poterlo realmente affrontare.
Non è che con l'aiuto di altri diventi tutto facile,
tutt'altro. Poichè spesso vanno affrontate incomprensioni
e difficoltà varie e va inoltre fatto un lavoro lungo
e approfondito, anche a proposito di solitudine. Ma è,
almeno, un punto di partenza indispensabile per cominciare
a imbastire impegni reciproci, per trovare e consolidare
a poco a poco decisione e per superare i momenti difficili
e conflittuali che sono necessariamente tanti e per periodi
non brevissimi.
Secondo me, chi vuole "smettere da solo" (o lo
pensa), in realtà, sotto sotto, magari senza neanche
rendersene conto, non vuole affatto smettere. Tutt'altro.
Forse chi vuole "smettere da solo", sotto sotto
intende soltanto mantenere dentro di sè lo
spazio privato ed esclusivo del proprio rapporto con le
sostanze. Uno spazio personale e intangibile, dal
quale tagliare fuori chicchesia. Tagliando fuori se stessi
AA
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