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InsiemeSenza droga, alcolismo e comportamenti compulsivi

 
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Giovani, adolescenza, droga

 

Mauro e Alesandro si conoscevano fin da ragazzini: abitavano nello stesso quartiere e avevano fatto amicizia all'oratorio dei salesiani, dove si trovavano spesso, al pomeriggio, per giocare al pallone.

Forse la simpatia che era nata fra loro era dovuta, almeno in parte, a tratti di carattere simili: entrambi alquanto riservati ma anche di piacevole compagnia.

Mauro e Alessandro cementarono la loro amicizia anche oltre l'oratorio e le partite di pallone: il liceo, le feste tra coetanei, gite al mare, i primi flirt.

Ai due si aggiunse Massimo, un ragazzo di grande simpatia ed estroversione. Ma intanto si insinuavano le prime canne e via via tutto il resto.

Mauro, Alessandro e Massimo avevano tanti amici e amiche.

Alessandro era un ragazzo biondo, con gli occhi azzurri e i lineamenti ben disegnati. Di modi estremamente garbati, era ammirato e benvoluto dalle coetanee, che desideravano la sua compagnia. Ma Alessandro sembrava risparmiarsi per impegni sentimentali seri e prolungati. Anche se, a quanto pare, la sua fedeltà era messa a dura prova e spesso vacillava.

Massimo era tanto simpatico quanto brutto e invidiava affettuosamente Alessandro per le simpatie femminili riscosse. Tuttavia i tre, Mauro, Alessandro e Massimo, a poco a poco iniziarono a riservare le loro attenzioni alla stessa donna, tanto attraente quanto infida.

Si infognarono nella droga.

L'allegra freschezza delle compagnie frequentate a poco a poco mutò sotto una cupa cappa di piombo. Eppure tra Mauro, Alessandro e Massimo, non venne mai meno la reciproca lealtà e i loro rapporti personali, seppure intristiti, non furono mai intaccati da spiacevoli episodi, come purtroppo non di rado avviene in certi frangenti, quando le sostanze oscurano ogni cosa.

Mauro decise di cambiare: salutò gli amici e andò in una comunità.

Alessandro provo ad andare da uno psicanalista, cui espose la propria situazione. Il terapeuta gli propose di iniziare regolari sedute al costo di 80.000 lire cadauna. La risposta di Alessandro fu: "vede, dottore, il mio problema consiste proprio nel fatto che se io ho 80.000 lire in tasca vado a farmi una pera, piuttosto che portarle a lei".

La terapia finì prima di cominciare.

Intanto Massimo morì.

Nel frattempo Mauro proseguiva il suo percorso in comunità, dove fece amicizia con altri due coetanei: Giacomo e Gaetano.

Allo stesso tempo le condizioni di Alessandro iniziarono a peggiorare e non riusciva in alcun modo a modificare la sua condizione di tossicodipendenza.

Dopo un paio d'anni Mauro, in comunità, stava già abbastanza bene. Alessandro lo contattò per chiedergli se vi fosse possibilità di raggiungerlo. Di lì a poco anche Alessandro arrivò in comunità.

Ma non era più lui.

Mauro si trovò di fronte una persona del tutto cambiata e in gran parte assente.

Mentre il gruppo di accoglienza gli forniva qualche indicazione relativa alla convivenza all'interno della struttura, Alessandro rimaneva immobile, come se non ascoltasse. Quando gli fu chiesto di esprimersi, la sua unica risposta fu quella di aprire la cerniera dei pantaloni per mostrare il pene.

Evidentemente Alessandro non era molto presente. O forse lo era in modo un po' "atipico".

Ad ogni modo fu accolto in comunità e Mauro, in quesi giorni, provò a stargli vicino, con i suoi nuovi amici, Giacomo e Gaetano. ma dopo pochi giorni Mauro abbandonò il percorso comunitario perché, disse, "qui sono tutti matti".

Dopo un altro annetto Mauro, Giacomo e Gaetano terminarono il loro percorso residenziale, ma continuarono a frequentarsi e a sentirsi. Ma di lì a poco Gaetano, per vecchi stascichi sanitari legati alla precedente tossicodipendenza, morì. Dopo qualche anno anche Gaetano lasciò questo mondo.

Mauro, nel frattempo, era tornato nella sua città. Alessandro si rimise di nuovo in contatto con lui. Ormai stava molto male. Bombardato di psicofarmaci non usciva più di casa, dove viveva con i suoi in un clima non molto allegro.

Alessandro inoltre era stato lasciato dalla sua ragazza con cui aveva intrecciato, fin dall'adolescenza, una lunga e travagliatissima storia. Lei consumava occasionalmente qualche droga e rimproverava ad Alessandro di non sapersi controllare in questo. Lo rimproverava e si riprometteva di aiutarlo, ma poi lo incaricava dei suoi approvvigionamenti occasionali e saltuariamente accettava qualche spinello e qualche pista.

Finché la storia finì.

Mauro continuò ad andare a trovare Alessandro con una certa frequenza, come quando erano ragazzini spensierati. Ma la situazione era molto, molto diversa da quella originaria.

Finché, dopo non molto tempo, anche Alessandro morì. Così come, in quel periodo, molti altri loro amici ed amiche.

Mauro non andò ai funerali di Alessandro, né a fare le condoglianze ai familiari. E da allora non volle più sentire parlare di certi argomenti.

Come dargli torto?

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