La
dietilammide dell'acido lisergico - o LSD - fu sintetizzata
da Albert Hoffmann nel 1938, nei laboratori dell'industria
farmaceutica Sandoz, durante lavori di ricerca sulla "claviceps
purpurea", fungo parassita della segale. La scoperta delle
proprietà allucinogene dell'LSD avvenne soltanto
5 anni dopo, nel 1943, quando lo stesso Hoffmann casualmente
e involontariamente ingerì una piccolissima quantità
della sostanza.
L'uso
dell'LSD come droga "ricreativa", insieme ad altri allucinogeni,
si diffonde a partire dalla costa occidentale degli Stati
Uniti (California) durante gli anni '60 e '70, talvolta
rappresentando elemento caratterizzante della cultura
psichedelica che molte tracce ha lasciato nella letteratura
e nella musica di riferimento di alcune frange giovanili.
Da allora questa droga ha conosciuto diverse e alterne fasi
di diffusione nel mondo occidentale.
Caratteristica
dell'LSD è la sua straordinaria
potenza farmacologica, essendo attivo addirittura
a dosi dell'ordine dei milionesimi di grammo. Quantità
pari a un quarto di milligrammo possono già avere
effetti drammatici, prolungati nel tempo e con successivi
e sgradevoli fenomeni di flashback: ricorrenza dell'esperienza
psichedelica per brevi periodi, anche di pochi secondi,
a scadenza di mesi (tale eventualità, comune anche
agli altri allucinogeni, sembra essere correlata alla liposolubilità
di tali sostanze che dunque possono permanere inattive nei
depositi adiposi all'interno dell'organismo procrastinando
la propria biodisponibilità).
Generalmente
l'LSD viene assunto per via orale in dosi a partire dai
25 milionesimi di grammo. In genere le forme disponibili
consistono in piccole compresse o strisce di carta assorbente
imbevute. Può anche trovarsi in polvere, disciolto
all'interno di cubetti di zucchero o incorporato in piccole
capsule di gelatina. l'LSD reperibile sul mercato nero è
alquanto variabile quanto a dosaggio ed è spesso
associato a sostanze da taglio quali amfetamine,
ecstasy o stricnina, che ne influenzano
gli effetti.
Descrivere
gli effetti dell'LSD è comunque piuttosto complesso,
poiché si tratta di una sostanza che, come gli altri
allucinogeni, determina reazioni individuali
molto soggettive, variabili e imprevedibili,
se non caotiche. Reazioni peraltro alquanto mutevoli in
relazione alla personalità dei consumatori e delle
differenti situazioni ambientali. Tale imprevedibilità
suggerisce spesso di effettuare l'esperienza in compagnia
di almeno una persona che non assuma la sostanza e che possa
eventualmente scongiurare gli eccessi dovuti alla frequente
perdita di controllo sulla realtà interna ed esterna
da parte dei consumatori.
Gli
effetti dell'LSD hanno marcate caratteristiche dispercettive:
allucinazioni e fenomeni sinestetici
(sovrapposizione delle sensazioni) sono abbastanza frequenti.
Fisiologicamente l'LSD può determinare varie e differenti
risposte: nausea, sudorazione, ipertermia, ipertensione,
tendenza a ridere o piangere compulsivamente, ad assumere
posture bizzarre, sonnolenza o viceversa ipervigilanza e
iperattività muscolare. Possono inoltre verificarsi
vertigini, tremori e, nelle donne, contrazioni uterine.
Psicologicamente
chi assume LSD va spesso incontro alla perdita dell'orientamento
temporale e della sensazione stessa del tempo, a stati confusionali
e di deficit cognitivo fino alla stessa incapacità
di distinzione fra realtà e immaginazione, nonché
al delirio. Possono essere sperimentate sensazioni di estremo
benessere, di illusoria dilatazione della coscienza, di
gratificante rivelazione di una dimensione densa di significati
interiori e mistici o, viceversa, di profonda angoscia e
panico. Queste risposte psico-fisiologiche rendono l'esperienza
con LSD simile, per certi aspetti, a un episodio schizofrenico
acuto.
In
tali condizioni il comportamento di chi ha assunto LSD può
essere davvero imprevedibile e in alcuni casi violento nei
confronti di altri o di se stessi. Si possono verificare
situazioni di estrema agitazione, di distorsione paranoica
degli stimoli, fobie, ipereccitabilità e instabilità
dell'umore.
Esperienze
di questo genere, soprattutto se ripetute, possono provocare
turbe comportamentali, difficoltà di memoria, ansia,
depressione e allontanamento dalla vita sociale. Possono
inoltre evidenziare e accentuare precedenti difficoltà
psicologiche latenti e, in
personalità non ben strutturate, non di rado determinano
gravi e prolungati squilibri, fino a danni permanenti sull'assetto
psicologico complessivo dell'individuo.
Nei
casi più gravi la sintomatologia fisica dell'intossicazione
acuta può condurre ad aritmie, vomito con sangue,
convulsioni, laringospasmo, parestesie, disartria.
Significativo
il rischio di morte per overdose,
legato soprattutto (ma non soltanto) ad azioni sconsiderate
e incontrollate (a volte autodistruttive) conseguenti alla
forte alterazione della percezione di sé e della
realtà. La morte per overdose può anche essere
diretta conseguenza degli effetti farmacologici della sostanza:
emoraggie, forte innalzamento della temperatura corporea
e coma ne sono i prodromi.
L'LSD
è considerato induttore dei fenomeni di tolleranza
e dipendenza, quest'ultima intesa come non rara tendenza
psicologica dei consumatori all'uso ripetuto e anche cronico
della sostanza, seppure non siano noti meccanismi "fisici"
di tale forma di dipendenza.
Oltre
l'LSD, che è una sostanza prodotta in labotatorio
(seppure a partire da composti di origine vegetale), esistono
altre sostanze allucinogene già disponibili in natura.
Fra queste le più conosciute e le più usate
sono la Mescalina e la Psilocina.
La prima è contenuta in vari generi di cactus e soprattutto
nel Peyote (Lophophora Williamsii),
la seconda in molti funghi
dei generi Psilocybe, Copelandia, Panaeolus e altri.
Cactus
e funghi allucinogeni sono tradizionalmente diffusi presso
le popolazioni indigene di diverse zone dell'America e a
quanto sembra il loro uso (legato a riti sacri) risale già
al tempo degli Inca, degli Atzechi e dei Maya (così
come documentato da vari reperti archeologici). L'uso si
è perpetuato in varie tribù amazzoniche, presso
gruppi di indios Huicholes nelle regioni dell'attuale Messico
e anche presso tribù indigene nord-americane delle
zone semi--desertiche.
Peyote
e funghi allucinogeni vengono assunti per via orale e i
loro alcaloidi (mescalina, psilocina) determinano nell'organismo
effetti simili a quelli dell'LSD
(vedi sopra), seppure in forma meno esacerbata e di più
breve durata in relazione alla minore potenza farmacologica
delle sostanze e della minore concentrazione.
In
seguito all'ingestione, sia il Peyote che i funghi allucinogeni
possono determinare disturbi gastrici, nausea, vomito, vertigini,
arrossamento cutaneo, aumento della temperatura corporea.
Questi sintomi in genere hanno breve durata (seppure possano
essere alquanto fastidiosi, soprattutto nel caso del Peyote)
e sono lentamente sostituiti dagli effetti psichedelici
delle sostanze che, come l'LSD, oltre le ripercussioni sulle
percezioni possono avere effetti "enteogenici"
(sensazioni di contatto profondo con la realtà interiore
ed esterna, atteggiamento contemplativo, disposizione alla
pace interiore). Anche nel caso di queste sostanze, il particolare
stato mentale può virare verso reazioni di tipo psicotico
e determinare conseguenze tutt'altro che positive, sia in
relazione allo stato allucinatorio di intossicazione acuta
che riguardo i postumi. Si veda, al riguardo, quanto esposto
a proposito dell'LSD.